|
La
Storia
Non
si conosce con certezza l'origine del nome di Millesimo. Varie sono
le ipotesi formulate e tra queste una particolarmente suggestiva
è la seguente: in un diploma imperiale del 917, gli abitanti
del
luogo vengono definiti plebs melosina (dal sostantivo greco melos), per
indicare la loro indole dolce e la loro attitudine al canto. Uno
studioso contemporaneo è invece partito dal nome dialettale
del
paese "mrésciu", collegando la sua radice al termine locale
“mrè”, che designa il tipo di aree
soggette alle
inondazioni del fiume Bormida; in seguito il nome sarebbe passato, per
estensione, a identificare l’intero borgo.
La
posizione di Millesimo, adagiato sulla riva destra della Bormida,
stretto tra la roccia del castello e il fiume Bormida, è
tipica
del Medio Evo, quando molti villaggi di pianura, distrutti dalle
invasioni barbariche, vennero abbandonati per nuovi insediamenti posti
su colli o speroni rocciosi meglio difendibili. Anche a Millesimo il
borgo nuovo rinacque più a monte di quello che doveva essere
stato il vicus romano.
Nodo
importante della articolazione viaria romana in Val Bormida e
punto di incrocio fra un percorso di crinale e uno di fondovalle,
Millesimo conserva ancora oggi la funzione di centro catalizzatore per
la qualificata rete commerciale, per la singolare concentrazione di
enti, uffici e servizi di pubblico interesse, per la presenza di
aziende leader nel settore meccanico che offrono opportunità
di
lavoro e per l’interessante patrimonio abitativo. Inoltre
è riconosciuto a Millesimo il ruolo di centro comprensoriale
per
le numerose iniziative sociali, culturali, sportive e
d’intrattenimento, promosse da una ricca tradizione
associazionistica.
La battaglia del
13-14 aprile 1796, che insieme a quelle di Montenotte
e di Dego, aprì le porte d’Italia al giovane
generale
Napoleone Bonaparte, benché si sia conclusa dentro i ruderi
del
castello di Cosseria, ebbe inizio a Millesimo ed è
ricordata,
anche nell stampa d’epoca che la raffigurano, come la
“battaglia di Millesimo” e il nome di Millesimo
è
inciso a Parigi sull’Arco di Trionfo e nella tomba di
Napoleone.
Inoltre
il condannante dei granatieri piemontesi che difesero Cosseria
era il colonnello marchese Filippo del careto di camerino, uno degli
ultimi discendenti di quelli che erano stati i Signori di Millesimo. Di
questa battaglia fece una bella descrizione Anton Giulio Barrili.
Cenni
storici:
XVI-XIV
sec. a.C.: scavi recenti (1985-1992) intorno a una grotta posta
all’interno dell’area regionale protetta del Bric
Tana,
poco sopra il borgo, hanno individuato un insediamento
dell’età del bronzo.
•
II sec. d.C.: una strada romana, diramazione verso il basso
Piemonte della via consolare Aemilia Scauri, congiungeva Savona ad
Acqui Terme e il suo tracciato attraversava la Bormida proprio in
corrispondenza di Millesimo. Questa circostanza e il ritrovamento di
epigrafi romane fa pensare a un insediamento romano nella piccola piana
intorno alla chiesa di Santa Maria extra muros. Risale a quest'epoca
un'ara votiva romana, rinvenuta nella zona e conservato nell'atrio del
Palazzo Comunale.
•
9 novembre 1206: Il marchese Enrico II Del Carretto, apud pontem
Millesimi, fa redigere l'atto di fondazione del Comune, accompagnandolo
a tutta una serie di franchigie e immunità per coloro che
avessero scelto di abitare all'interno del borgo.
•
1212-1216: Lo stesso Enrico II del Carretto fonda il monastero
femminile di S. Stefano (di ordine cistercense) .
•
XIII - XIV sec.: Millesimo conosce un periodo di particolare
benessere economico frutto della stabilità del feudo dei Del
Carretto; l'economia era basata principalmente sull'allevamento di
suini e ovini, sui prodotti ortofrutticoli ed era coltivata anche la
vite; molto sviluppati l'artigiano e il commercio, come documentano gli
antichi Statuti ritrovati e conservati nell'archivio comunale.
•
1553: L'antico castello dei Del Carretto fu fatto demolire su
ordine del Governatore di Milano Don Ferrante Gonzaga per evitare che
venisse occupato dai Francesi durante la guerra tra Spagna, Austria e
Francia
•
1713: Con il trattato di Utrecht il borgo passò a far parte
del regno di Savoia.
•
1796: Dopo la vittoriosa campagna militare di Napoleone
Bonaparte (battaglia di Millesimo, 13-14 aprile), Millesimo
entrò a far parte integrante dello Stato francese e
precisamente
del dipartimento di Montenotte retto dal prefetto Chabrol de Volvic. Le
numerose stampe e le cartografie di quegli anni sono conservate nel
Museo napoleonico di villa Scarzella.
•
16-17 agosto 1809: Papa Pio VII, prigioniero di Napoleone,
giunse a Millesimo a notte fonda e venne ospitato nel palazzo comunale;
una targa posta nella sala consiliare sopra all'altare ricorda l'evento.
Curiosità:
- Altitudine: 428 m s.l.m.
- Abitanti: 3276
- Patrono: Madonna del Carmine, 16 luglio
- La prima piscina olimpica italiana
è stata costruita a Millesimo
ed è stata al centro dell'attività nazionale di
nuoto per
due stagioni. Nel 1920 gli atleti della nazionale di nuoto si
allenavano nella piscina millesimese, come narra il cronista Arturo
Balestrieri su "La Gazzetta dello Sport" del luglio di quell'anno:
"Millesimo, cantuccio arcaicamente suggestivo nell'Alta Valle Bormida,
un po’ selvaggio, ma incantevolmente quieto e tranquillo,
è la sede delle prove di selezione olimpiche, l'11 e il 12
luglio. Nel campo sportivo, con intuizione futuristica, è
stata
eretta una piscina di mt. 50 x mt. 20, con acqua abbastanza profonda da
ospitare le prove dei tuffi. Si tratta della più grande
manifestazione natatoria svoltasi in Italia da dieci anni a questa
parte. A tutto questo sciame di grandi giovinezze gioconde ed ardite
è stata concessa larga ospitalità, alla buona ma
sincera
e spontanea." La piscina millesimese, dopo l'exploit degli anni venti,
fu poi smantellata negli anni cinquanta, liberando le aree che ancora
oggi ospitano le officine meccaniche "Fresia", conosciute in tutto il
mondo per la produzione di mezzi sgombraneve e di trattori in uso negli
aeroporti.
|
|
|