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Il Pontevechio (Gaietta)
E’ uno dei pochi esempi esistenti in Italia di ponte fortificato. Il corpo originario risale al XII secolo, si trova citato nell’atto di fondazione del borgo ed è il simbolo del Comune. La torretta serviva come porta sorvegliata per l’accesso al borgo dal lato occidentale. Poco distante dal ponte si trova la casa presso la quale il marchese Enrico II del Carretto firmò l’atto di fondazione di Millesimo.

Il Palazzo Comunale
Il restauro del 1989 ha confermato la contiguità del palazzo, risalente al XII secolo, con la cinta muraria del borgo. Nell’atrio spicca un arco di pietra arenaria perfettamente conservato. Nel 1882 i del Carretto cedettero il palazzo al Comune di Millesimo. Nella sala consiliare, oltre a pregevoli armature, si trova l’altare presso il quale, il 17 agosto 1809, Papa Pio VII, prigioniero di Napoleone, assistette alla Santa Messa. Nella sala della giunta, al piano superiore, il 15 o 16 aprile 1796 Napoleone Bonaparte ricevette le bandiere strappate ai Piemontesi dopo la presa del castello di Cosseria.
Il Castello del Carretto
Edificato da Enrico II del Carretto a difesa del borgo, con i castelli di Cengio, Cosseria e Roccavignale, costituiva un quadrilatero a protezione della via tra Piemonte e Liguria attraverso le Langhe. Le sue sorti sono legate a quelle del borgo di Millesimo. La torre in pietra, il maschio e la parete est sono le parti più antiche, risalenti alla seconda metà del XIII secolo. Nel 1989 venne acquistato dall’Amministrazione Comunale, che dieci anni dopo ne iniziò l’opera di restauro e recupero funzionale.
Villa Scarzella
Circondata da un magnifico giardino ai piedi del Castello del Carretto, fu edificata nel 1855 da Giuseppe Scarzella che quattro anni prima aveva acquistato i ruderi del castello e quel lotto di terreno per costruirvi una residenza estiva. La Villa venne ampliata dal figlio ingegnere Alberto Scarzella, Sindaco di Millesimo dal 1888 al 1913. Acquistata dall’ Amministrazione Comunale nel 1989, è ora sede del Museo napoleonico e del Centro visitatori del Bric Tana e della Valle dei Tre Re.
Santa Maria Extra Muros
Edificio a pianta basilicale del XII secolo, di stile romanico, diviso in tre navate da archi a tutto sesto, è dotato di un campanile, a cinque ordini, del XV secolo. Questa pieve si trova citata in un documento del 998 d.c. con la denominazione di  “S. Petri da Millesimo”. Dopo secoli di incuria e di abbandono durante le quali divenne cimitero del paese, a partire dal 1960 ne fu progettato e realizzato il restauro che la restituì dopo pochi anni al culto.
L’interno presenta una pregevole vasca battesimale risalente alle origini della Chiesa e affreschi in stile gotico, oggetto di una recente campagna di recupero e restauro conservativo.
La Chiesa Parrocchiale
Di proprietà dei monaci di Sant’Antonio Abate, era uno dei tre monasteri esistenti in Millesimo. Venne consacrata nel 1467 da Monsignor Pietro del Carretto, primo Vescovo di Alba. Nell’interno si trovano opere pregevoli: l’acquasantiera in marmo bianco del 1484, l’altare maggiore (eretto nel 1723, quando la chiesa fu prolungata con il coro) e la statua della Madonna del Carmine che viene portata in processione alla festa patronale del Carmine, e il crocifisso, opera barocca della scuola del Maragliano.
Santuario del Deserto
Il luogo, a pochi chilometri dal borgo e raggiungibile attraverso una bella strada di campagna, è meta di pellegrinaggio e devozione fino dall’inizio del 1700. L’attuale costruzione, con l’edificio a pianta centrale coperto a cupola e di proporzioni imponenti, risale al 1880. All’interno vi è un’interessante raccolta di ex voto e, in particolare, i 59 dipinti eseguiti dal 1902 al 1941 dal pittore Carlo Leone Gallo di Cairo Montenotte.
Monastero di Santo Stefano
Proprietà dei monaci del Monastero di san Pietro di Savigliano, fu acquistato dal Marchese Enrico II del Carretto e donato nel 1216 alle monache dell’ordine cistercense di Santa Maria de Betton (Savoia): Accanto all’originale chiesa romanica, trasformata nel 1600 in forme barocche, nel XV secolo fu aggiunto il chiostro con eleganti capitelli in pietra arenaria. In un cortile adiacente alla chiesa si trova un interessante affresco del XIV secolo, rappresentante la Madonna, Santo Stefano e la famiglia del carretto.
Nel 1802 il Monastero venne soppresso e da allora è proprietà privata. Durante i primi anni del 1900, per volontà del proprietario marchese Carlo Centurione Scotto, i Coppedè ne curarono la ristrutturazione secondo il modelli del revival gotico-rinascimentale.
San Rocco
A salvaguardia del borgo dalle ricorrenti pestilenze, sorgevano poco fuori le mura le cappelle dedicate a San Rocco e a San Sebastiano. Quella dedicata a San Rocco venne iniziata, per voto della popolazione, nel 1858 dopo l’ultima epidemia di colera e sostituì quella medievale posta sull’altra sponda della Bormida e ormai diroccata. La pianta ottagonale e il tetto, completamente restaurato nel 1977, racchiudono un interno circolare e una cupola. Pregevole la statua lignea di San Rocco.
Bric Tana e Valle dei Tre Re
Nelle immediate vicinanze del borgo, in una lussureggiante zona boschiva ricca di castagni,  noccioli , ontani neri, betulle, robinie, luoghi ideali per passeggiate a piedi, a cavallo, in montain bike o, per la ricerca di funghi, compreso il prelibato fungo porcino, è stata istituita, con Legge della Regione Liguria n. 40/1977, l’Area Protetta del Bric Tana e Valle dei Tre Re di circa centosettanta ettari. L’interesse per questa zona deriva soprattutto dal particolare substrato geologico, un complesso arenaceo-marnoso risalente al periodo oligocenico, oltre che dalla presenza di fenomeni carsici che hanno dato origine a grotte e inghiottitoi tra le quali la  cosiddetta “Tana  dra vurp” (Tana della Volpe)  sul Bric Tana e le grotte dell’Arma e dell’Armetta nella Valle dei Tre Re.
Recentemente l’Amministrazione comunale ha predisposto in adiacenza dell’Area protetta, recuperando un edificio fatiscente ex scuola elementare, una foresteria/ostello con dieci posti letto, ed un area pic-nic attrezzata per escursionisti.  
Il verde non manca neppur all'interno del borgo. Due sono i giardini cittadini, uno, adiacente al Palazzo Comunale, detto Parco della Rimembranza, l’altro in piazza della Libertà, davanti all’edificio scolastico. L’ombra degli alberi, le numerose panchine e le aree gioco ne fanno un luogo privilegiato per gli anziani e per i più piccoli.

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